Una storia lunga un secolo

Il fondatore della Cicli Preziosi, Commendatore Primo Preziosi, nasce a Foligno il 12 Agosto del 1892. A soli 12 anni, rimasto orfano, si traferisce in Svizzera e lavora come minatore per mantenere la famiglia, essendo il maggiore dei fratelli. Rientrato in Italia nel 1915 fonda la Cicli Preziosi, nota industria per la fabbricazione di biciclette e motoleggere, che raggiunse negli anni ’20 ’30 ’40 e ’50 un alto grado di notorietà nell’Italia centrale.

Tra i primi modelli ricordiamo la classica e lussuosa PREZIOSI, pubblicizzata come la più ambita nel secondo dopoguerra e tra le massime aspirazioni della famiglia folignate. Da non dimenticare il successo della FULGINIUM che si distingueva per le sue doti di robustezza e di economicità. La fabbrica si affermò nel secondo dopoguerra anche in campo motociclistico con la produzione di ottime moto, tra le tante produzioni c’era quella del famoso MOSQUITO, una bici motorizzata, antesignana delle attuali bici elettriche. Aveva un motore a scoppio, che si collegava con un rullo di gomma alla ruota posteriore. Non superava la velocità di quindici chilometri orari.

L’azienda vive e resiste alle diverse ostilità di quegli anni: le guerre, la ricostruzione e la crisi economica, senza perdere mai di quel lustro che l’ha sempre contraddistinta.

Ad un anno dal suo centenario suo nipote, Roberto Preziosi, dopo le sue esperienze professionali come responsabile vendite di varie multinazionali, decide di riaccendere un sogno: riprendere in mano la storia di suo nonno, ripresentando un prodotto e tornando a far battere il suo cuore.

Oggi sono io

“Oggi sono io e ogni fattezza, ogni sentimento si rinnova. Accarezzo il passato come fosse un’impronta e lo contemplo, tenendolo stretto in quei confini appassionati del recinto del mio cuore. E da lì, dall’immagine e dal gesto di sapersi sopra a una sella per catturare il mondo, io parto e disegno nuove albe, coloro e dò vita a nuovi orizzonti. Tengo tra le dita l’inchiostro per una nuova storia e la dipingerò con i colori di sogni audaci e inesplorati.”

Roberto Preziosi

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Come era…

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